p 461 .

Paragrafo 5 . Verso la filosofia postmoderna(200).

Hegel ha tentato un'operazione che si  poi dimostrata impossibile:
storicizzare le filosofie, spogliarle del loro preteso valore
assoluto e quindi recuperarle come momenti della Verit. Una
operazione che avrebbe potuto preludere a una visione della
filosofia in continuo divenire, in cui la contraddizione  vita, in
cui tutte le risposte sono accomunate dall'unico "amore per la
conoscenza" (filosofia).
Il "fallimento" di Hegel in questo tentativo  stato ben descritto
da L. Pareyson: "Hegel ha voluto impedire l'assolutizzazione delle
filosofie, e non  riuscito a farlo se non assolutizzando la
propria. Insomma Hegel non pu rendersi conto della storicit del
punto di vista umano se non pretendendo di porsi dal punto di vista
di Dio; non pu affermare la condizionalit storica delle filosofie
se non presentando la propria filosofia come quella che conclude
l'intera storia del pensiero filosofico; non pu affermare la non
definitivit delle filosofie se non proclamando la definitivit
della propria"(201).

p 462 .

Hegel, comunque, ha fallito nel raggiungimento del suo obiettivo
solo a met:  riuscito a "chiudere" la storia della filosofia
occidentale entro un circolo, nel quale la filosofia moderna segna
l'inizio del viaggio di "ritorno a casa" dell'intera filosofia;
questo viaggio sar concluso proprio dall'idealismo di Hegel,
grazie al quale la certezza della Verit coincide con la sua totale
e assoluta comprensione: il dramma del divenire che si era aperto
con Parmenide sembra definitivamente risolto; il molteplice 
ricondotto all'Uno che non lo nega pi, ma anzi lo accoglie
interamente in s, lo fa identico a s, lo riconosce come Figlio
che  tutt'uno con il Padre.
Da questo momento la filosofia, se vuole continuare a vivere, deve
essere qualcosa di veramente nuovo: deve porre all'uomo il compito
di riuscire laddove Hegel (e con lui tutta la filosofia
occidentale) ha fallito, cio "rendersi conto della storicit del
punto di vista umano" senza tentare di porsi dal punto di vista di
Dio, lasciando l'uomo uomo e solamente uomo.
Il circolo in cui Hegel ha chiuso tutta la storia della filosofia
si , per, dimostrato meno resistente di quanto egli pensasse: si
sono aperte crepe attraverso le quali sono usciti quei frammenti di
modernit che nel corso del diciannovesimo e del ventesimo secolo
hanno dato vita a correnti di pensiero - come il positivismo e, in
generale, gran parte della cultura scientifica e tecnica -, che
hanno ritenuto che con Hegel non si fosse raggiunto l'Assoluto, e
che si dovesse continuare a cercare la Verit.
D'altro canto, gran parte della filosofia dell'Ottocento e del
Novecento - anch'essa convinta che con Hegel non si fosse raggiunto
l'Assoluto - ha maturato la convinzione che non fosse pi suo
compito cercarlo.
La filosofia, dalle sue origini fino a Hegel, ha corso come un
fiume impetuoso, un fiume che ingrossava arricchendosi dell'acqua
di sempre nuovi affluenti. Ma anzich sfociare con l'idealismo
hegeliano - e come Hegel stesso pensava - nel mare dell'Assoluto,
quel fiume si  trovato davanti una immensa, infinita pianura e le
sue acque si sono divise in un delta che ancora si allarga e si
frastaglia in sempre nuovi bracci. Nel delta la forza e l'impeto
delle acque diminuiscono e, spesso, diventano molto deboli, ma
l'acqua arriva fino a terre che erano state sempre lontane dal
fiume della filosofia, e che da aride possono diventare fertili.
